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Identità ferite alla fermata dell’autobus

Giovanni e Ivano hanno una relazione da 2 anni. Hanno deciso di trascorrere il Capodanno da amici, in una città a circa 100 km di distanza. Dopo la festa, alle 6 del mattino, stanno tornando in albergo tenendosi per mano.

Vicino alla fermata dell’autobus, vedono un gruppo di giovani che cammina verso di loro. Uno di loro inizia a gridare: “Guardate quei finocchi! Meritate di morire! Siete una vergogna per il nostro Paese”. Giovanni e Ivano si spaventano. Tre di quei ragazzi iniziano a correre verso di loro, li raggiungono, colpiscono Giovanni allo stomaco con un calcio e Ivano riceve un pugno in faccia. Giovanni e Ivano gridano aiuto, ma non c’è nessun altro per strada.

Arriva l’autobus e i tre ragazzi salgono a bordo. Giovanni chiede aiuto all’autista, dicendogli che quei tre hanno appena picchiato violentemente lui e il suo fidanzato. Dall’interno dell’autobus, i tre gridano: “Sono froci!”. L’autista dell’autobus si rifiuta di aiutare i due ragazzi e chiude la porta in faccia a Giovanni.

Ivano appunta il numero di targa dell’autobus, chiama la polizia e chiede di fermarlo per denunciare l’aggressione subita.