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Metɘ

Pagando si compra sempre?

Carlo viene da una famiglia molto ricca e frequenta uno dei licei più prestigiosi della città. Un pomeriggio al bar nota Sonia, seduta al tavolino con dei suoi amici. Incrocia il suo sguardo, la trova bellissima, decide di pagare il conto per lei e per tutto il suo tavolo. Uscendo, passa accanto a Sonia e le lascia un bigliettino con il suo nome e il suo numero di telefono. Poco dopo, Sonia gli scrive per ringraziarlo, lui le chiede in cambio di uscire, per “sdebitarsi”. Sonia accetta, vanno a cena in un ristorante scelto da lui, che lei non conosceva. Il cameriere le porta un menù senza prezzi, lei non ci fa caso, presa dall’entusiasmo e, un po’, dall’imbarazzo.

Sono i cosiddetti menù di cortesia, che alcuni ristoranti continuano a dare alle donne. Carlo continua ad ordinare, per lui e per lei, e alla fine arriva un conto molto alto. Carlo, senza dare nemmeno il tempo a Sonia di realizzare di non poterselo permettere, prende la carta di credito di suo padre e paga. Tornando a casa, Carlo dice a Sonia: “io ti ho offerto la cena, tu cosa mi offri ora?”. Lei, un po’ in imbarazzo, decide comunque di baciarlo sentendosi in difetto per non aver pagato la cena.

Dopo qualche settimana di uscite in cui ha pagato sempre Carlo, Sonia continua a uscire con lui, spinta da una gratitudine che in fondo non prova. Un giorno, Carlo regala a Sonia una borsa molto costosa, così può non presentarsi in classe “con quell’imbarazzante zaino da poveraccia”. Dice a Sonia: “visto quanto ci tengo a te? Farò di te la mia donna”, e inizia a toccarla. Sonia non è convinta, ma pensa a quanto ha speso Carlo per quella borsa e lo lascia fare. Il giorno dopo, Sonia va a scuola con la nuova borsa. Scopre che Carlo ha raccontato a tutti delle loro cene, della borsa e di quanto ha speso per lei che, invece, tutte queste cose non poteva permettersele.

Decide che è arrivato il momento di affrontarlo: “Ti restituisco la borsa, la poveraccia non sono io che vado in giro col mio solito zaino, ma chi pensa di poter comprare le persone, pensaci Carlo!”